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Settembre 2026

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 Oratorio San Carlo

Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù

La Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù in via Milano 32 è stata eretta nel 1919. La chiesa – situata di fronte al Cimitero monumentale Vantiniano – fa parte del complesso conventuale dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini.

 Per approfondire clicca qui.

 

News e Aggiornamenti

Spazio Compiti – Oratorio San Carlo

 

Lo Spazio Compiti riprende lunedì 28 settembre, con il nuovo orario:
dalle 16:30 alle 18:00

Le iscrizioni si svolgeranno in oratorio:
lunedì 21 e martedì 22 settembre, dalle 16:00 alle 19:00;
da lunedì 28 settembre, in concomitanza con l’avvio dell’attività.
Lo Spazio Compiti è rivolto ai bambini e ai ragazzi della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado.

fra Alberto

Si volta pagina, ma la storia continua

Mi sembra che l’immagine del libro descriva bene questo momento che la nostra parrocchia sta vivendo: il tanto temuto, forse a volte anche un pochino atteso, cambiamento dei frati che, inevitabilmente, non tocca soltanto i frati, ma anche tutti voi.

La pagina che si volta dice …

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l’inizio di un capitolo nuovo, ma la storia che si realizza continua; ha un passato, prezioso per tantissimi di voi, fatto di esperienze a cui avete contribuito e volti a cui vi siete affezionati, che conduce a un nuovo capitolo che propone nuovi sviluppi della trama e nuovi (?) volti.

Pertanto, credo che sia giusto, all’inizio di questo nuovo cambiamento, innanzitutto ringraziare il Signore per chi ha contribuito ad arrivare fino a qui: fra Cristian, parroco negli ultimi sei anni (ma la cui presenza al Sacro Cuore di Brescia risale alla notte dei tempi…) e i frati che con lui hanno collaborato. Tra questi salutiamo, ringraziamo e accompagniamo con la preghiera fra Giancarlo che l’obbedienza ha chiamato a Cremona. A fra Cristian auguriamo di vivere con passione e francescana disposizione d’animo il nuovo incarico a Bellinzona. La sua attenzione agli ultimi, il suo amore e rispetto per il creato, il suo gusto nel rendere belli (nel senso meno banale) i luoghi di culto e la sua ricchezza interiore, a volte nascosta sotto il suo modo un po’ “bergamasco” di apparire, lo renderanno sicuramente una presenza significativa nella sua nuova fraternità.

I volti già noti che ritroviamo nel libro della storia della nostra parrocchia siamo io, fra Sergio, e fra Alberto. Si aggiungeranno a breve fra Marco Bergamelli e, tra un paio di mesi, fra Costanzo Natali che ha già vissuto in questa parrocchia qualche anno fa.

Lasciando che fra Marco e fra Costanzo abbiano modo di farsi conoscere da soli, a fra Alberto, quota giovane della fraternità, auguro di trovare nell’impegno in oratorio, nel servizio ai ragazzi e ai giovani, nell’incontro con le famiglie e gli adulti che fanno riferimento al nostro oratorio, la perla preziosa capace di alimentare l’entusiasmo che dona alla fatica un senso.

E infine ci sono anch’io, permettete che faccia un augurio anche a me. Nella speranza che il potere non mi dia alla testa…  eh eh (“da grandi poteri derivano grandi responsabilità”, diceva qualcuno), mi auguro di non pensare mai di essere io l’autore di questo libro, ma che possa permettere a ciascuno di voi di continuare a scrivere la propria parte. Abbiamo tutti qualcosa da dire e tutto conta: permettiamo al vero Autore, il Signore, di continuare a scrivere la sua storia anche per mezzo di ciascuno di noi.

Si volta pagina, ma la pagina è bianca: scriviamola insieme.

                                                                               Il Signore vi dia pace

                                                                                         fra Sergio

I nostri giorni in montagna

 

Da lunedì 6 a sabato 11 luglio abbiamo vissuto il campo estivo in montagna, presso la località Cler Fienili, nel comune di Capovalle, vicino al lago d’Idro. Un’esperienza che ha coinvolto 23 ragazzi dagli 11 ai 15 anni, accompagnati dagli animatori Silvia, Giacomo, Luca, Mauro e Dennis e dai responsabili Claudio e fra Alberto.

La casa che ci ha ospitati era una base scout, semplice ed essenziale. Non c’erano grandi comodità, ma avevamo tutto ciò che serviva e, soprattutto, un grandissimo prato davanti alla casa, incorniciato dal bosco, ideale per giocare e stare insieme.

La semplicità della struttura ci ha aiutato a responsabilizzare i ragazzi, coinvolgendoli nei diversi servizi quotidiani: dalla preparazione dei pasti alla pulizia e al riordino degli ambienti.

In un’estate particolarmente calda abbiamo potuto gustare il fresco della montagna, alternando giochi e momenti di svago a passeggiate e attività all’aperto. Non sono mancati il tradizionale falò serale, con canti e racconti, e la camminata fino al Monte Stino, da cui abbiamo ammirato una splendida vista sul Lago d’Idro e sulla Valle Sabbia.

La montagna ci ha offerto anche l’occasione per conoscere un pezzo della nostra storia: lungo i sentieri abbiamo incontrato trincee, gallerie e postazioni militari della Prima guerra mondiale, testimonianze di un passato ancora inciso nel territorio.

Il filo conduttore del campo è stato san Francesco d’Assisi. Pensando a Francesco, figlio di un mercante di stoffe, abbiamo utilizzato diversi tessuti per le nostre attività, dando a ciascuno un significato: il cotone, simbolo della famiglia; il denim-jeans, che ci ha ricordato l’amicizia e con cui abbiamo realizzato un portachiavi; e la iuta, scelta per rappresentare il lavoro e il servizio.

Abbiamo così scoperto che anche i legami tra le persone, proprio come un tessuto, si costruiscono filo dopo filo. Famiglia, amicizia, servizio e fraternità sono fili diversi che, intrecciandosi, rendono più forte e bella la nostra vita.

Sabato 11 luglio sono arrivati anche i genitori. Abbiamo concluso insieme questa bella esperienza con la Messa e un pranzo di festa. Siamo tornati a casa con tanti ricordi, nuove amicizie e la maglietta realizzata al campo, simbolo di questi giorni vissuti insieme, tra gioco, servizio, fraternità e scoperta.

fra Alberto

Bentornati!!!

 

I nostri giovani missionari sono tornati dal Mozambico, carichi di gioia, entusiasmo e tanti ricordi da condividere. Hanno vissuto un’esperienza intensa e impegnativa a Boane, nella periferia della capitale Maputo, incontrando tantissimi bambini, persone, realtà e situazioni che hanno lasciato un segno profondo nel loro cammino.

fra Alberto

La Professione perpetua di suor Maria Selena

Domenica 30 agosto la Chiesa del Sacro Cuore ha ospitato la celebrazione della Professione perpetua di suor Maria Selena della Luce di Cristo, clarissa cappuccina. Originaria di Lendinara (Rovigo), suor Selena risiede da diversi anni presso il monastero delle Clarisse Cappuccine di via Arimanno 17 a Brescia.

La celebrazione, presieduta dal vescovo mons. Pierantonio Tremolada, ha visto la presenza di numerosi sacerdoti, frati, sorelle, parenti e amici, accorsi per condividere una giornata di festa e di lode per la scelta definitiva di suor Maria Selena. 

Particolarmente commovente è stato il momento della professione, quando suor Maria Selena ha pronunciato le parole con cui ha espresso pubblicamente il suo desiderio di consacrare tutta la propria vita al Signore: «Chiedo di essere ammessa alla Professione perpetua nell’Ordine delle Clarisse Cappuccine, per seguire la vita e la povertà di Nostro Signore Gesù Cristo e della sua Santissima Madre, perseverando, con l’aiuto di Dio, fino alla morte, nella vita della santa semplicità, umiltà e povertà». Una celebrazione intensa e partecipata, nella quale tutta la comunità ha accompagnato con la preghiera suor Maria Selena nel giorno in cui ha pronunciato il suo “sì” definitivo al Signore.

fra Alberto

La Verna, luogo di silenzio e incontro con Dio

Il Monte della Verna, luogo particolarmente caro a Francesco d’Assisi e ai suoi frati, gli fu donato nel 1213 dal conte Orlando di Chiusi, grande estimatore del Santo.

Nei Fioretti si legge che il conte si rivolse a Francesco con queste parole: «Io ho in Toscana un monte divotissimo, il quale si chiama il Monte della Verna, lo quale è molto solitario e salvatico, ed è troppo bene atto a chi volesse fare penitenza. S’egli ti piacesse volentieri, lo ti donerei a te e ai tuoi compagni per salute dell’anima mia». Francesco accolse la proposta con grande gioia, ringraziando Dio e il conte. Da allora, il Monte della Verna divenne per lui e per i suoi frati una meta privilegiata per i ritiri di preghiera e i periodi di quaresima.

Il dono delle stimmate

Nel settembre del 1224, Francesco tornò alla Verna in occasione della festa dell’Esaltazione della Santa Croce. Desiderava pregare, fare penitenza e partecipare intimamente al mistero della passione di Cristo. Il 17 settembre ricevette le stimmate. Quello fu il suo ultimo soggiorno sul monte: le condizioni di salute, già precarie, continuarono infatti a peggiorare fino alla morte, avvenuta due anni più tardi.

La Verna continua ancora oggi a testimoniare la ricchezza spirituale del silenzio, del raccoglimento e della preghiera solitaria. Allontanarsi dal rumore del mondo, che spesso confonde e stordisce, significa ritrovare uno spazio interiore nel quale rinnovare un dialogo autentico con Dio e con se stessi. È quanto fecero Francesco e i suoi compagni ed è quanto continuano a vivere i frati che custodiscono questo luogo.

Insieme alla Porziuncola, La Verna rappresenta dunque uno spazio santo, materiale e spirituale, capace di annunciare incessantemente il Vangelo e di richiamare ogni persona alla conversione, nel segno e nell’esempio di san Francesco.

Alessandra (O.F.S.)

MiniGrest – Settembre 2026

 

Dal lunedì 31 agosto al venerdì 11 settembre si terrà il MiniGrest di fine vacanze in Oratorio San Carlo: un’occasione per ritrovarsi, giocare insieme e prepararsi con tranquillità al ritorno a scuola.

Iscrizioni
Le iscrizioni verranno raccolte a partire da lunedì 31 agosto, al momento dell’accoglienza.
Vi chiediamo di comunicarci: nome del bambino e recapito telefonico di un genitore.

Programma della mattinata
– 8.00 – 9.00: accoglienza
– 9.00 – 10.00: compiti delle vacanze
– 10.00 ~: merenda
– A seguire: grande giocone
– 12.00: conclusione

Contributo: 10,00 euro settimanali. Vi aspettiamo numerosi!

Anno giubilare francescano

“In rito veritas”: periodo mensile di liturgia

Cari fratelli e sorelle,

il Signore vi dia pace! 

È bello, dopo la pausa e il riposo estivo, riprendere la nostra quotidianità, le nostre faccende, il lavoro e i tanti piccoli compiti che riempiono le nostre giornate. È bello ritornare a contemplare l’ordinarietà della nostra vita, riscoprendo che nulla è davvero banale o scontato: ogni giorno, infatti, può riservarci novità e nuove bellezze, donateci come occasioni preziose per crescere e nutrire la nostra fede.

Anche noi desideriamo riprendere il nostro cammino insieme. Per questo, nei prossimi mesi, vi accompagneremo attraverso …

 

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una serie di riflessioni dedicate ai diversi momenti che compongono la celebrazione eucaristica. Sarà un’occasione per riscoprirne il significato più profondo e per imparare a vivere la Santa Messa in maniera sempre più piena e consapevole, non come semplici spettatori, ma come popolo radunato dal Signore per celebrare insieme il grande mistero della nostra salvezza. Con questo percorso desideriamo dunque fermarci, di volta in volta, sui gesti, sulle parole e sui diversi momenti della celebrazione, perché ciò che tante volte compiamo abitualmente possa tornare a parlare al nostro cuore e aiutarci a comprendere sempre più profondamente il dono immenso dell’Eucaristia.

  1. I Riti di introduzione

La celebrazione della Santa Messa non inizia semplicemente quando il sacerdote raggiunge l’altare o quando viene pronunciata la prima parola. La liturgia ci introduce progressivamente nel mistero dell’Eucaristia attraverso i riti di introduzione, che hanno il compito di radunare i fedeli, creare la comunione e predisporre tutta l’assemblea all’ascolto della Parola e alla celebrazione del sacrificio eucaristico. Spesso rischiamo di vivere questi momenti come una semplice preparazione alla «vera» Messa, quasi fossero qualcosa di secondario. In realtà, già dal canto d’ingresso, dalla processione, dal segno della croce e dal saluto iniziale, la Chiesa ci fa comprendere che siamo entrati in uno spazio diverso dalla quotidianità: siamo convocati dal Signore come popolo santo.

Il canto d’ingresso accompagna la processione e manifesta visibilmente ciò che sta accadendo: persone diverse, provenienti da esperienze, fatiche e situazioni differenti, si ritrovano insieme e diventano un’unica assemblea. Non siamo semplicemente una somma di individui che partecipano alla stessa celebrazione, ma siamo il Corpo di Cristo riunito nel suo nome. La Sacrosanctum Concilium ricorda che nella liturgia Cristo è presente nella sua Chiesa, soprattutto quando essa si riunisce per celebrare i santi misteri (cfr. SC 7).

Il segno della croce ci ricorda immediatamente chi siamo e nel nome di chi celebriamo. «Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo» non è soltanto una formula abituale: è il segno che ogni celebrazione nasce dalla vita stessa di Dio. Entriamo nella Messa portando tutta la nostra vita, ma lasciandoci anche accogliere e trasformare dalla comunione del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Segue poi il saluto liturgico, attraverso il quale il sacerdote non saluta semplicemente l’assemblea a titolo personale. È Cristo stesso che viene incontro al suo popolo e lo raduna. Le parole «Il Signore sia con voi» esprimono proprio questa certezza: il Signore non è lontano, ma è presente in mezzo alla sua comunità.

(Continua)

 Anno 2026 – n° 11 – A cura di Matteo Dovigo e della Commissione liturgica parrocchiale

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